Sudore e pelle d' oca, risate e lacrime, brividi ed emozioni fuse insieme a San Siro il 20 luglio per la prima data italiana del Vertigo Tour degli U2 che entrerà nel dvd live della band in uscita a Natale! Non si tratta di un concerto qualsiasi, ma di uno show totale, fatto in egual misura dal rock e dalla politica, dal gruppo e dai suoi 70 mila fan italiani

L' Italia è il Paese dove, in percentuale alla popolazione e al mercato discografico, gli U2 vendono di più al mondo. Il gruppo ricambia questo affetto con un concerto calorosissimo, praticamente senza filtri tra chi sta sotto e chi sopra il palco. Tanto che, al posto del consueto 'unos, dos, tre, catorce', il live si apre con la versione del primo verso di Vertigo, "Uno, due, tre, catorce", e Bono, durante il concerto, prima di 'Sometimes you can't make in your own', dedicato al padre scomparso, spiega che vorrebbe esprimersi in italiano "perché penso - dice - di essere cresciuto in una casa italiana". E più volte, nel corso dello show, il carismatico leader degli U2 torna a parlare la nostra lingua, sia per dire banalmente che fa molto caldo e che c'é una bella luna, sia per ringraziare calorosamente i fans italiani, sia per dire che "questo è il momento per dire stop alla povertà, niente scuse".

 

Il cuore del concerto, stretto fra due cavalcate rock, infatti, è tutto politico. Comincia con la dodicesima canzone in scaletta, 'Love and peace or else', dove Bono si mette in testa una fascia con i simboli di tre religioni, la mezzaluna musulmana, la stella di Davide ebrea e la croce cristiana, che insieme formano la scritta 'Coexist', che compare anche sul maxischermo alle spalle della band durante 'Sunday bloody sunday', quando Bono torna a ripetere che "Jews, Jesus, Mohammed is trué. Sempre durante lo storico inno pacifista datato 1983, Bono urla e fa urlare ai 70 mila di San Siro due sole parole 'No war' scandite a lungo e con forza.

 

Con 'Bullet the blue sky', accompagnata dalle immagini di un caccia da guerra che sfreccia in un cielo rosso sangue, la rockstar si fa scivolare la benda sugli occhi, come a dire che l' intolleranza rende ciechi. Dà i brividi l' esecuzione di 'Miss Sarajevo', dedicata a tutte le vittime di Londra: Bono la canta in due tonalità diverse, interpretando sia la sua parte sia quella che un tempo fu di Pavarotti. Intanto sugli schermi inizia a scorrere il testo della dichiarazione universale dei diritti umani accompagnata dalle parole del Premio Nobel birmano per la Pace Aung Suu Kyi.

L' apice è 'Pride', quando Bono, lasciando cantare il pubblico, dice che "io sogno e non sogno solo un sogno americano ma un sogno europeo asiatico e in questo momento soprattutto africano". L' Africa, per cui gli U2 si sono profusi durante il Live 8, e a cui hanno donato un milione di euro a testa, torna anche durante 'Where the street have no name', quando Bono fa salire sul palco un ragazzo con un cartellone che dice 'Make poverty history'.

Praticamente un comizio quello che precede la romanticissima 'One': "diciamo la verità noi sia una rock and roll band, il nostro lavoro - dice il messianico leader degli U2 - è scrivere canzoni, mentre il lavoro di chi ci governa e fare la storia, perciò signori Berlusconi, Bush, Blair e Chirac vi chiediamo di fare la storia, di renderci orgogliosi".

Se la nostra - continua a dire Bono - è una generazione che vede milioni di bambini in Africa morire di fame o di Aids, "questo è un pubblico e questa è una generazione che - prosegue commosso - può cambiare il mondo, se si lavora insieme". Si può cominciare subito, sembra dire ancora Bono, additando gli schermi alle sue spalle, dove appare il numero cui mandare un sms solidale per l' Africa. Con 'One' si stempera la commozione e si passa alla parte finale del concerto, riservata, come quella iniziale, solo alla musica, soprattutto quella dell' ultimo album, 'How to dismantle an atomic bomb', e quella degli anni '80, cui l' ultima produzione degli U2 somiglia tantissimo. In mezzo c'é tempo anche per un' orchestra italiana, quella del Teatro Cioccia di Novara, che con i suoi archi accompagna il nuovo brano 'Original of the species'.

 

C'é tempo ancora per una manciata di canzoni e la prima data italiana del Vertigo tour così come era iniziata, proprio sulle note dell'inno Vertigo.