Uscito nei negozi il 14 ottobre e subito entrato nel mio lettore CD. Ecco, dopo 3 anni di lavoro l'anticipazione dell'Opera Rock della PFM dedicata al Vampiro più famoso della storia, il Conte Dracula. I testi, scritti da Vincenzo Innocenzo, sono interessanti e sorprendenti. Lo stesso Innocenzo dice: "La mia rivisitazione di Dracula è in chiave introspettiva, di analisi. Attraversa l'opera di Stoker, poi se ne allontana, con in mezzo una grande storia d'amore. C'è un approfondimento umano dei personaggi, dell'uomo che ha in sé la bestia e non del contrario" Anche Flavio Premoli tiene a sottolineare che il loro conte transilvano è una figura tardo romantica e non un personaggio grandguignolesco da film dell’orrore. Il Dracula della PFM è molto più vicino alla drammatica figura del romanzo di Bram Stoker che a quella resa famosa dai film Horror di Bela Lugosi e di tutta la sua discendenza. Dracula è si carnefice ma anche vittima di una straziante passione d’amore per la sua nemesi Mina Murray (Splendidamente interpretata in questo disco da Dolcenera).
![]() |
Sempre Premoli sottolinea: "Di musica qui dentro ce n’è tanta, tantissima, anche perché abbiamo avuto la fortuna di poter contare su un’orchestra sinfonica di oltre sessanta elementi e su un coro di 40 elementi. A scrivere l’opera ci abbiamo messo non più di quattro, cinque mesi; c’è voluto molto più tempo, invece, per definire gli arrangiamenti, trovare i suoni giusti" Difatti i quattro Musicicisti si sono avvalsi della collaborazione, oltre che di Vincenzo Incenzo per i testi, di Natale Massara per le orchestrazioni e della Bulgarian Symphony Orchestra per le esecuzioni.
E' un progetto senza precedenti in Italia cui la PFM sta lavorando da mesi e che debutterà nel mese di marzo del 2006 al Gran Teatro di Roma. Dopo la 'prima' uscirà un doppio CD contentente l'intera opera
![]() |
Le undici canzoni dell'album, come spiegano i quattro musicisti, sono un estratto dell'opera rock che in realtà è costituita da trenta brani per circa due ore di musica. "Era dai primi anni '70 che ci frullava in testa l'idea di realizzare un'opera rock - spiegano Franco Mussida, Flavio Premoli, Franz Di Cioccio e Patrick Djivas - di recente ci siamo accorti che nel nostro repertorio mancava un'opera di largo respiro come fu Tommy per gli Who". Franco Mussida dice: "Per la prima volta ci siamo trovati a scrivere musica su testi preesistenti, a immaginare brogliacci e scene ancora inesistenti. Per questo, nonostante la nostra carriera ultratrentennale, questo per noi è un lavoro fuori norma, totalmente sui generis. Dentro ci abbiamo messo tutta la nostra immaginazione, tutta la nostra esperienza di musicisti e compositori. Flavio ha scritto molto per quest’opera, io anche. Franz e Patrick Djivas ci hanno messo i loro stimoli, la loro tigna, la loro spinta propulsiva. Ne è venuto fuori un lavoro complesso e di sintesi musicale [...] Con 4 mila concerti alle spalle ci sentivamo pronti a fare un passo come questo. Così un giorno ho preso il treno e sono andato a trovare il signor Zard. Un pazzo come noi, avevo pensato, e ho avuto ragione: ha sentito un pezzo solo e ha detto subito di sì". Anche Djivas è d'accordo: "In un lavoro come questo il difficile era mantenere la nostra identità, non venire mai meno alle nostre esigenze di musicisti. Ci siamo riusciti. C’è molta improvvisazione in quest’opera, anche se forse non si sente: e la capacità di improvvisare, di interagire a intuito, di ascoltarsi molto quando si suona rispondendo ai suggerimenti altrui è quello che continua a tenerci insieme dopo tutti questi anni con l’entusiasmo di ragazzini. In fondo sono cambiate solo le circostanze: negli anni ’70 vivevamo insieme on the road 300 giorni all’anno, oggi è difficile far combaciare gli impegni di ognuno. Ma quando succede tutto funziona ancora a meraviglia".
"Dracula - precisa Djivas - è un'opera rock, non un musical: di solito nei musical c'è poca musica per non coprire le parole ma non è il nostro caso". I brani, spiega Di Cioccio, "sviluppano un nuovo discorso musicale intorno a un tema letterario. Non ci saranno valzer o mazurche ma rock suonato pesante e con scelte rigorose". Franco Mussida non ha paura a pronunciare la parola progressive: "nel disco e nello spettacolo - dice - saranno presenti diverse componenti del linguaggio musicale, dal rock alla classica, con tanto spazio per improvvisazione e creatività". Come già preannunciato nei mesi scorsi, la PFM è stata a un passo dal portare l' Ouverture del disco al Festival di Sanremo. "Ci hanno fatto un bel filo - rivela ancora Mussida - ma non c'erano le condizioni per una nostra partecipazione al Festival".
![]() |
L'album uscito in questi giorni è composto da 11 pezzi; sono circa una ventina il numero di brani esclusi, in gran parte sinfonici e operistici, che prenderanno vita sul palco ed entreranno nel doppio album di circa due ore che uscirà dopo la prima romana. La PFM rimarrà dietro le quinte, curando la direzione artistica, la scelta e la formazione dei cantanti ma rinunciando a esibirsi dal vivo. L'"Ouverture" del lavoro è stata corteggiata a lungo dagli organizzatori del festival di Sanremo 2005 ed i cinque minuti e mezzo di musica strumentale del brano hanno rischiato di finire sul palco dell'Ariston se non fosse stato per la regola che limita il minutaggio massimo della canzone a 3 minuti e troncare il brano a metà non avrebbe avuto senso. E Di Cioccio commenta: "Ci conoscete, no? Prima che Mussida faccia la sua introduzione alla chitarra ci vuole un minuto e mezzo, un altro minuto perché Premoli cominci ad armonizzare; poi arriviamo io e Patrick e anche noi abbiamo bisogno dei nostri spazi".
Dracula è un vero e proprio kolossal diretto da Alfredo Arias e interpretato da Vittorio Matteucci, nel quale l'organizzatore David Zard ha investito svariati milioni di euro (si parla di oltre 7 milioni, più di qualsiasi recente produzione cinematografica del nostro paese). Zard commenta così: "Quattro anni fa non avrei mai investito tanti soldi in un progetto del genere, allora era impossibile trovare ballerini e cantanti all’altezza. Ma dopo il successo di Notre-Dame de Paris le cose sono cambiate, i giovani artisti italiani hanno capito che se si impegnano a lavorare sodo un impiego lo trovano". Franz Di Cioccio, proprio in merito al paragone con Notre-Dame de Paris precisa: "Chapeau a Riccardo Cocciante, che ha scritto canzoni d’amore bellissime. Ma il nostro Dracula è un’altra cosa, un’opera rock appunto e non un musical: che deve molto di più ai nostri entusiasmi giovanili per il Living Theater, per il Tommy degli Who e per ‘Jesus Christ Superstar’. Nello spettacolo teatrale e nei due dischi la musica non è al servizio della storia e delle parti cantate ma ha una sua autonoma ragione d’essere, uno spessore di per sé. Abbiamo suonato dal vivo in studio, il più possibile, perché sappiamo che è nella dimensione live che sappiamo far esplodere la nostra massima potenza. Abbiamo contaminato il rock con l’orchestra, l’elettronica con la grande melodia, ma quando è il caso il marchio sonoro della PFM esce fuori senza sgomitare. E a questo ‘Dracula’ abbiamo davvero dato il sangue. Ci siamo autovampirizzati".
Tracklist:
Fonti: